Come facciamo a vivere senza le nostre vite? Come sapremo di essere noi senza il nostro passato?- John Steinbeck
Come facciamo a vivere senza le nostre vite? Come sapremo di essere noi senza il nostro passato?
Una città è come un animale. Possiede un sistema nervoso, una testa, delle spalle e dei piedi. Ogni città differisce da tutte le altre: non ce ne sono due uguali.
A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignora il bastardo.
Vale la pena esser buoni e generosi. Non soltanto in Cielo uno si guadagna la ricompensa, ma anche qui sulla terra.
C'è una cosa che in prigione s'impara: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro. Pensare all'oggi, al domani, tutt'al più alla partita di calcio del sabato; ma mai più in là. Prendere il giorno come viene.
È curioso quanto lontana ci risulti una disgrazia quando non ci riguarda personalmente.
Il prerequisito dell'empatia è l'autoconsapevolezza, ossia il riconoscimento delle reazioni viscerali che, nel proprio corpo, segnalano l'emozione.
L'essere faccia a faccia con la morte mi ha dato un immediato senso di chiarezza e determinazione.
Anche in una prigione si può trovare ampiezza e pienezza di vita.
Sento che non sarò mai più così felice, così tranquilla come adesso.
C'è qualcosa di meglio del desiderare qualcosa, quando sai che è alla tua portata?
Se l'uomo percepisce la verità in uno stato di coscienza, vedrà ovunque solo la miseria e l'assurdità della vita... e un grande disgusto lo assalirà.
La libertà di decidere è renderti conto che stai decidendo.
Lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra.
Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere.
L'ignoranza volontaria è un importante mezzo di sopravvivenza, forse il piú importante di tutti.