Come facciamo a vivere senza le nostre vite? Come sapremo di essere noi senza il nostro passato?- John Steinbeck
Come facciamo a vivere senza le nostre vite? Come sapremo di essere noi senza il nostro passato?
La sua lenta parola aveva armonie non di pensiero ma di comprensione al di là del pensiero.
È curioso quanto lontana ci risulti una disgrazia quando non ci riguarda personalmente.
Chi è giovane non pensa mai a invecchiare.
L'uomo è un animale che vive d'abitudini. Si affeziona ai luoghi, detesta i cambiamenti.
Quando il mattino biondo oro di aprile destò Mary Hawley, ella si volse al marito e lo vide, coi mignoli in bocca le faceva le smorfie. «Scemo» disse. «Ethan, hai trovato l'estro comico.» «Senta, Topolina, mi vuol sposare?» «Ti sei svegliato scemo?» «Il buon dì si vede al mattino.»
È più difficile mangiare con moderazione che digiunare completamente. La moderazione richiede la consapevolezza. La rinuncia richiede solo la tirannia della volontà.
Forse si riesce meglio a mantenere la gioia di vivere se si tiene costantemente presente la propria transitorietà e il fatto che la morte può giungere in ogni momento, invece che scacciarne il pensiero.
Non siamo soli. Le stelle non saranno più le stesse di prima, per noi.
È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
È nella malattia che ci rendiamo conto di non vivere soli, ma incatenati a un essere appartenente a un regno diverso, dal quale ci separano abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci capire: il nostro corpo.
Non si può vivere con la verità.
Solo gli africani che hanno fatto l'università, che hanno conosciuto il mondo, che hanno imparato a leggere e visto film, solo loro hanno capito l'opportunità, offerta dalla decolonizzazione, di ottenere un rapido progresso materiale e di accumulare ricchezze e privilegi.
Non possiamo tutto ciò che vogliamo, ma dobbiamo volere tutto ciò che possiamo.
Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.
Lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra.