Immaginare Dio senza le prigioni. Quale solitudine!- Albert Camus
Immaginare Dio senza le prigioni. Quale solitudine!
Il buddhismo è l'ateismo divenuto religione.
La speranza, al contrario di quanto si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.
C'è in me un orribile vuoto, un'indifferenza che mi fa star male.
La naturalezza non è una virtù innata: la si acquisisce.
Non esiste rivolta senza la sensazione d'avere in qualche modo, e da qualche parte, ragione.
Si dice che uno non conosce davvero un paese finché non è stato nelle sue carceri. Un paese non dovrebbe essere giudicato da come tratta i suoi cittadini più in alto, ma quelli più in basso.
Le piccole isole sono come grandi prigioni: non è possibile guardare il mare senza desiderare le ali di una rondine.
Io dico che queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l'abitudine, e se passa abbastanza tempo non riesci più a farne a meno: sei istituzionalizzato. È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. La parte che conta almeno.
Spesso abbiamo un'idea distorta della gente in carcere. Ho trovato delle persone lucide, attente, acutissime, che hanno una capacità di elaborazione culturale.
Tutti siamo chiusi in una prigione. La mia me la sono costruita da solo, ma non per questo è più facile uscirne.
Le prigioni trovano sempre dei guardiani.
In fondo nella vita, la più grande affermazione di libertà è quella di chi si crea una prigione.
Tu sei uno schiavo Neo! Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente!
Il vivere libero è assai più bello del vivere in carcere; chi ne dubita?
Due carcerati guardavano fuori dalle sbarre della prigione, uno vide solo il fango della strada e si rattristò, l'altro guardò le stelle e si rallegrò.