Immaginare Dio senza le prigioni. Quale solitudine!- Albert Camus
Immaginare Dio senza le prigioni. Quale solitudine!
Come si può continuare a vivere con le mani vuote quando prima stringevano l'intera speranza del mondo?
Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico.
In fondo non c'è idea cui non si finisca per fare l'abitudine.
Per secoli si è punito l'omicidio con la pena capitale, eppure la razza di Caino non è scomparsa.
Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.
Oh, io non bevo in questi giorni. Sono allergico all'alcol e ai narcotici. Mi vengono le manette.
C'è una cosa che in prigione s'impara: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro. Pensare all'oggi, al domani, tutt'al più alla partita di calcio del sabato; ma mai più in là. Prendere il giorno come viene.
Un individuo che infrange una legge che crede ingiusta e che responsabilmente accetta la pena della prigionia per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, in realtà sta esprimendo il più alto rispetto per la legge.
Non c'è libertà a questo mondo; solamente gabbie dorate.
Ognuno è prigioniero della sua famiglia, del suo ambiente, della sua professione, dei suoi tempi.
Se son piene le carceri, son vuote le sepolture.
Un uomo che dice bugie ai giovani dovrebbe essere imprigionato.
Un prigioniero non ha sesso. È l'eunuco particolare di Dio.
In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene.
C'è la speranza che un giorno ci sia un mondo migliore, senza più prigioni.