C'è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale.- Guido Ceronetti
C'è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale.
La morte come liberatrice dall'informazione.
Quel che non bisogna assolutamente che i figli sappiano, è che li si è fatti nascere.
Per quanto nobile possa essere una ricerca di medicina, la sperimentazione su esseri viventi ne farà sempre una figlia della maledizione.
Meglio chi mangia carne seicento volte l'anno di chi la mangia, tanto per consentire, una volta la settimana: nel carnivorismo cieco, totale, tigresco, c'è una specie di innocenza, è materia che divora se stessa; in quello sporadico c'è l'uomo e la sua colpa.
È un pensiero che calma e dà forza, sapere che tra i libri che possediamo ce ne sono alcuni sufficienti a liberare e a salvare. Se ne aggiungono di nuovi, quasi ogni giorno, ma quelli necessari già ci sono da tempo.
È una bella prigione, il mondo.
Mi seccherebbe essere arrestato per droga solo perché ho un po' d'erba addosso, sarebbe come essere arrestato per violenza carnale perché sto annusando delle mutandine stese al sole ad asciugare.
Anche in prigione ci sono delle canaglie, come dappertutto.
Spesso abbiamo un'idea distorta della gente in carcere. Ho trovato delle persone lucide, attente, acutissime, che hanno una capacità di elaborazione culturale.
In fondo nella vita, la più grande affermazione di libertà è quella di chi si crea una prigione.
Prigione: a parte il necessario, non manca niente.
Non è ogni uomo un errore, un passo falso? Non cade in una prigionia tormentosa appena nasce? Prigione! Prigione! Barriere e legami dappertutto!
In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene.
Il mondo è una prigione in cui è da preferire la cella d'isolamento.
Nel castello che si scorge sulla montagna, talmente macabro da sembrare una prigione.