La morte come liberatrice dall'informazione.- Guido Ceronetti
La morte come liberatrice dall'informazione.
Meglio sia un'intera famiglia a nutrirsi vegetarianamente, e non un solo componente, perché così non c'è separazione a tavola, tutti unisce in un magico circolo l'ideale comune.
C'è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale.
La satira è un atto sovrumano, perché ci vuole molta grandezza e molto coraggio per calpestare figuratamente la dignità umana.
Tutte le torture, i patimenti, i terrori inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno.
Non c'è né vera compassione né vera tenerezza senza alimentazione rigorosamente vegetariana.
L'informazione è costantemente usata per provocare attenzione, brividi ed eccitazione: il risultato è una situazione emotiva generale che provoca una montante esigenza di catarsi.
Le informazioni di prima mano sono sempre le migliori.
Nei circuiti dell'informazione, perfino una manifestazione di pacifisti o il tifo di una nazione per un avvenimento sportivo agiscono come incitamento alla febbre della guerra.
Le informazioni riservate sono, in pratica, la fonte di ogni grande fortuna moderna.
L'informazione è cresciuta più velocemente della cultura. In questo senso la propaganda ha più chance di prima.