A misura che avanziamo nel tragico, il senso del tragico diminuisce.- Guido Ceronetti
A misura che avanziamo nel tragico, il senso del tragico diminuisce.
La collera, nel civilizzato, rientra quasi sempre. Non viene espulsa, lo attossica. Siamo tutti botteghe chiuse di collere rientrate; le botteghe chiuse sono uno spettacolo triste.
La difesa sociale dal crimine comincia a passare per le sale neurochirurgiche. l'estremismo di terapie mostruose.
Chi tollera i rumori è già cadavere.
Il più straordinario degli innumerevoli enigmi umani è l'esistenza (certa, dimostrabile, indubitabile, e sempre nuova sotto il sole) ? qua e là ? dei buoni.
Le donne hanno oggi il medico, come ieri avevano il confessore. I disastri che provocheranno questi nuovi confessori non saranno inferiori a quelli che provocavano un tempo quei vecchi medici.
La tragedia della vita è ciò che muore dentro un uomo, mentr'egli è ancora vivo.
Tutte le tragedie che si possono immaginare si riassumono in una sola e unica tragedia: il trascorrere del tempo.
Il tragico è l'elemento costitutivo dell'uomo.
Abbiamo l'abitudine di parlare come se le tragedie si svolgessero nel vuoto: ma chi le condiziona è lo sfondo.
Partecipiamo ad una tragedia, una commedia che solo noi siamo in grado di osservare.
Il mondo rise sempre delle sue tragedie, perché non vi era altro mezzo per sopportarle. Di conseguenza, quelle questioni che il mondo ha trattato seriamente, appartengono al lato comico della vita.
Vi è qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.
La tragedia consiste in questo: che l'albero non si piega ma si spezza.
Una tragedia perfetta è il più nobile prodotto della natura umana.