A misura che avanziamo nel tragico, il senso del tragico diminuisce.- Guido Ceronetti
A misura che avanziamo nel tragico, il senso del tragico diminuisce.
In un Umanismo Integrale, come quello in atto, non c'è posto per chi non sia nato a compiere o a tollerare qualsiasi crimine.
Le foglie stanno volando via dal mondo e sopra c'erano dei messaggi e degli enigmi che non abbiamo decifrato. Anche le mani: lette poco, troppo poco; anche le rughe, i lobi... Non abbiamo letto che dei libri.
L'ottimismo è come l'ossido di carbonio: uccide lasciando sui cadaveri un'impronta di rosa.
Quanto più si perfeziona l'asepsi nelle cliniche, tanto più si fa orrendo l'insudiciamento dell'ambiente vitale, dell'acqua che deve togliere dalle case l'impurità.
Un vero albergatore considererà tutti i suoi clienti, anche i più loschi, una volta che li avrà accolti nelle sue camere, come figli in tenera età, convalescenti di un taglio d'appendicite o di altro coltello, e ne proteggerà il riposo con materno, infinito amore.
Partecipiamo ad una tragedia, una commedia che solo noi siamo in grado di osservare.
La tragedia consiste in questo: che l'albero non si piega ma si spezza.
Il tragico è l'elemento costitutivo dell'uomo.
Una tragedia perfetta è il più nobile prodotto della natura umana.
Ogni donna diventa come sua madre. Questa è la sua tragedia. Nessun uomo diventa come sua madre. Questa è la sua tragedia.
In questo mondo ci sono soltanto due tragedie. Una, non ottenere ciò che si desidera; l'altra, ottenerla.
Vi è qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.
La tragedia della vita è ciò che muore dentro un uomo, mentr'egli è ancora vivo.
Abbiamo l'abitudine di parlare come se le tragedie si svolgessero nel vuoto: ma chi le condiziona è lo sfondo.