Vi è qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.- Oscar Wilde
Vi è qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.
Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va, non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. È divenuta una vera peste.
Si è tentati di definire l'uomo un animale razionale che perde le staffe ogniqualvolta sia chiamato ad agire secondo i dettami della ragione.
Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle.
Il critico è colui che sa trasformare in una nuova foggia o in un materiale nuovo le impressioni da lui riportate intorno alle cose belle.
Ci sono solo due tipi di persone davvero affascinanti: quelle che sanno tutto e quelle che non sanno assolutamente nulla.
La disperazione è un contabile. Vuol far tornare i conti. Niente le sfugge. Addiziona tutto. Non molla neppure i centesimi. Rimprovera a Dio i fulmini e i colpi di spillo. Vuole sapere come regolarsi con il destino. Ragiona, pesa e calcola.
Perché non si oda grida di gioia, e che con speranza non guardi più al cielo l'uomo, e maledetto sia questo giorno da noi, pronti a evocare... il Kraken!
La religione (mi ha detto una brutta fanciulla) all'occasione è necessaria per difendersi dalla disperazione, per esempio quando si è brutti.
La disperazione è una forma di pigrizia.
Solo l'infelicità è degli uomini, la disperazione è di Dio.
Ti prego non abusare di me, sono già disperato!
Il silenzio è l'ultimo sforzo dell'anima ricolma, che non può più dire nulla.
Quando si è innamorati, basta un niente per essere ridotti alla disperazione o per toccare il cielo con un dito.
Non è mai alcuna cosa sì disperata che non vi sia qualche via da potere sperare.
I ritorni sono un susseguirsi di speranze velate di disperazione.