Partecipiamo ad una tragedia, una commedia che solo noi siamo in grado di osservare.- Aldous Huxley
Partecipiamo ad una tragedia, una commedia che solo noi siamo in grado di osservare.
Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili.
Ben pochi amano davvero viaggiare. Se affrontano i fastidi e le spese di un viaggio non è tanto per curiosità o per divertimento o per il piacere di vedere cose belle e insolite, quanto per una forma di snobismo.
L'immagine che viene alla mente leggendo i filosofi dell'Occidente è quella di un mosaico bizantino, rigido, simmetrico, composta da milioni di tessere e saldamente cementato alle pareti di una basilica senza finestre.
L'amore vero essendo infinito ed eterno, non può essere consumato che nell'eternità.
Ciò che sentiamo e pensiamo e siamo e in gran parte determinato dallo stato delle nostre ghiandole e delle viscere.
La tragedia della vita è ciò che muore dentro un uomo, mentr'egli è ancora vivo.
Ogni donna diventa come sua madre. Questa è la sua tragedia. Nessun uomo diventa come sua madre. Questa è la sua tragedia.
Vi è qualcosa di infinitamente meschino nelle tragedie degli altri.
Il tragico è l'elemento costitutivo dell'uomo.
A misura che avanziamo nel tragico, il senso del tragico diminuisce.
In questo mondo ci sono soltanto due tragedie. Una, non ottenere ciò che si desidera; l'altra, ottenerla.
Ci sono due tragedie nella vita. Una è perdere ciò che è il più caro desiderio del nostro cuore; l'altra è ottenerlo.
Abbiamo l'abitudine di parlare come se le tragedie si svolgessero nel vuoto: ma chi le condiziona è lo sfondo.
Il mondo rise sempre delle sue tragedie, perché non vi era altro mezzo per sopportarle. Di conseguenza, quelle questioni che il mondo ha trattato seriamente, appartengono al lato comico della vita.