Il sonno della ragione produce ministri.- Alberto Arbasino
Il sonno della ragione produce ministri.
Il lusso va benissimo, purché sfrenato.
Per quel che riguarda la leggerezza non ho certo dovuto aspettare Italo Calvino per scoprirla. Prima di lui se si era sospettati, anche giustamente, di leggerezza si veniva biasimati molto: poi è arrivato Calvino e in un colpo solo l'ha redenta, come per magia.
All'inferno ci va chi ci crede.
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
Se nel rock bisogna drogarsi tanto per arrivare a canzoni come quelle di Jimi Hendrix e Janis Joplin, Wagner e Brahms che cosa avrebbero dovuto fare? Mettersi un dito nel didietro?
Ci muoviamo un po' alla volta in termini di centimetri, non di chilometri. La politica è questo.
Come nella ricerca il dogmatico è l'illuso possessore di una verità definita, così in politica l'utopista è l'illuso possessore di una verità politica perfetta.
In mancanza di qualsiasi principio-guida, la politica diviene una lotta aperta per il potere.
Ho fatto una fortuna criticando la politica del governo e poi la restituisco al governo sotto forma di tasse per mantenerlo in funzione.
I processi politici sono sempre vane formalità, perché le passioni che fanno accusare fanno anche condannare.
Ruba un chiodo, e sarai impiccato come malfattore; ruba un regno, e diventerai duca.
Il potere politico o economico o burocratico accresce il potenziale nocivo di una persona stupida.
Le rivoluzioni dunque non riguardano piccole questioni, ma nascono da piccole questioni e mettono in gioco grandi questioni.
Quando il cittadino medio presta attenzione al peso mediatico degli uomini politici la politica sia nei guai. Mescolare politica e spettacolo è molto pericoloso. La gente si confonde.
Dobbiamo abituarci a pensare che le scelte per un Paese non si fanno per le elezioni successive, ma si fanno per le generazioni successive.