All'inferno ci va chi ci crede.- Alberto Arbasino
All'inferno ci va chi ci crede.
Il lusso va benissimo, purché sfrenato.
La poesia l'ho letta perché mi piaceva, mica per dare degli esami alla facoltà di Lettere!
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
Per quel che riguarda la leggerezza non ho certo dovuto aspettare Italo Calvino per scoprirla. Prima di lui se si era sospettati, anche giustamente, di leggerezza si veniva biasimati molto: poi è arrivato Calvino e in un colpo solo l'ha redenta, come per magia.
L'inferno è lastricato di buone intenzioni.
L'Inferno non è che il Paradiso capovolto.
L'inferno è per i puri; questa è la legge del mondo morale. Esso è infatti per i peccatori, e peccare si può soltanto contro la propria purezza. Se si è una bestia, non si può peccare e non si sente nulla di un inferno.
L'inferno è lastricato di buone intenzioni, non di cattive.
Chi dice che l'inferno è nell'aldilà conosce male l'aldiquà.
Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
Se stai attraversando l'inferno, fallo a testa alta.
L'inferno è una città molto simile a Londra: una città popolosa e fumosa.
Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perchè l'Inferno l'abbiamo già vissuto qui.