L'Inferno non è che il Paradiso capovolto.- Giovanni Papini
L'Inferno non è che il Paradiso capovolto.
Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali.
La Luna, per colui che pensa in termini di eternità, è il fulgente memento mori che Dio ripete ogni giorno alla «gran madre antica».
L'avarizia degli uomini è tanto grande che ciascuno s'ingegna quanto può di prender molto dagli altri e di render poco.
La non resistenza al male repugna profondamente alla nostra natura.
Abbiamo bisogno di cadaveri per lastricare le strade di tutti i trionfi.
Il mondo che abitiamo è l'inferno temperato dal nulla, dove l'uomo, che rifiuta di conoscere sé stesso, preferisce immolarsi.
Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.
Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non sarebbe che un povero re.
Se stai attraversando l'inferno, fallo a testa alta.
L'inferno di cui parla la teologia non è peggiore di quello che noi creiamo a noi stessi in questo mondo formando in modo sbagliato il nostro carattere.
L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.
Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini.
L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui.
L'inferno è una città molto simile a Londra: una città popolosa e fumosa.
Noi siamo all'inferno, e la sola scelta che abbiamo è tra essere i dannati che vengono tormentati o i diavoli addetti al loro supplizio.