Non serve religione a chi senta la sacralità del profano.- Alessandro Morandotti
Non serve religione a chi senta la sacralità del profano.
La natura è sadica, com'è dimostrato dalla constatazione che raramente ciò che giova al corpo è di giovamento anche all'anima.
L'intenditore è uno che è riuscito a dare a intendere di intendersene.
L'orrendo della morte è il suo cerimoniale. Quanto più bello sarebbe andarsene al cimitero da soli, a piedi.
L'eloquenza è un dono per chi la possiede e una tortura per chi la subisce.
Troppo cibo rovina lo stomaco, troppa saggezza l'esistenza.
Come professione, la politica è per i duri di cuore e gli irresponsabili, la religione è fatta apposta per i poveri di spirito e gli ipocriti.
Unica tra le religioni, il cristianesimo non annuncia solo la salvezza dell'anima, la sopravvivenza dello «spirito», bensì pure la risurrezione della carne.
La religione è un'illusione che trae la sua forza dalla condiscendenza ai nostri moti pulsionali di desiderio.
Quando il mondo sarà divenuto tanto onesto da non impartire alcuna istruzione religiosa ai fanciulli prima dei quindici anni, si potrà sperarne qualcosa.
Non bisogna dimenticare che religioso non è più sinonimo di santo di quanto soldato lo è di eroe.
La bibbia è molto interessante. Contiene nobili poesie, favole argute, storie sanguinose, buoni principi morali, una miniera di oscenità e più di un migliaio di menzogne.
La religione non è una funzione accanto alle altre, ma è l'orientamento, che sostiene tutte le funzioni dello spirito verso l'incondizionato.
Un uomo religioso è un individuo-massa, cioè una contraddizione in termini.
Quando si parla di stronzate, enormi stronzate di serie A, dovete restare ammirati di fronte al campione storico delle false promesse e delle pretese esagerate: la religione.
Una religione è dannata e confessa la sua estrema impotenza il giorno in cui brucia il primo eretico.