Un ramo di pazzia abbellisce l'albero della saggezza.- Alessandro Morandotti
Un ramo di pazzia abbellisce l'albero della saggezza.
Forse siamo già risorti. Per punizione.
Per comandare bisogna riuscire a trovare chi è disposto a ubbidire.
Se non altro l'aforisma ha il merito di far meditare chi lo formula.
L'occhio vede tutto. Salvo sé stesso.
L'ammirazione è un sentimento che cela inconsapevolmente un sottile rammarico per il mancato possesso, se si tratta d'un oggetto, o un'impercettibile invidia nel caso d'una persona.
La domanda di un uomo saggio contiene metà risposta.
La saggezza consiste non tanto nel sapere cosa fare al termine delle cose, quanto nel sapere cosa fare dopo.
La saggezza è solo intelligenza svuotata della sua forza.
Le porte della Saggezza non sono mai chiuse.
La malattia è il dottore a cui si dà più ascolto. Alla gentilezza ed alla saggezza noi facciamo soltanto delle promesse; al dolore, noi obbediamo.
Il saggio, per parlare, deve prima molto meditare.
Arriva un momento nella storia in cui l'ignoranza non è più un'offesa che può essere perdonata, un momento in cui solo la saggezza ha il potere di assolvere.
La persona saggia non rifiuta mai nulla alla necessità.
L'albero rappresenta, fin dai tempi più antichi, il simbolo e l'espressione della vita, dell'equilibrio e della saggezza.
Chi è davvero generoso è il vero saggio, e colui che non ama gli altri vive senza benedizioni.