La malinconia è la versione romantica della tristezza.- Alessandro Morandotti
La malinconia è la versione romantica della tristezza.
Responsabile delle bugie non è chi le dice ma chi le provoca.
Il senso del diritto è innato. Il senso del dovere è imposto.
L'unica maniera per giustificare una bugia è un'altra bugia.
L'abbaglio è uno sbaglio che acceca.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Moto di malinconia abbastanza simile a quello che lo afferra al pensiero degli sconosciuti, suoi contemporanei, che avrebbe potuto amare ma che non gli sarà mai dato incontrare fra i milioni di abitanti della Terra.
Tutti gl'uomini straordinari sono palesemente malinconici, collocando l'uomo malinconico a una zona prossima all'alterazione.
Malinconia è crogiolarsi nella propria tristezza.
Non bisogna temere la malinconia, perché temendola la feriamo e la rendiamo più aggressiva. Conviene accettarla educatamente, la si può persino gustare.
L'aria malinconica non è di buon gusto; ci vuole l'aria annoiata. Se siete malinconico, è segno che qualcosa vi manca, che non siete riuscito in qualche cosa. È un segno manifesto d'inferiorità. Invece se siete annoiato, è inferiore ciò che ha cercato vanamente di piacervi.
Si riesce a derivare molto più piacere da questa malinconica esistenza se non si guarda troppo per il sottile.
O mon Dieu. Ogni giorno diventi più simile a Louis, tra poco comincerai a mangiare topi!
Accidenti ai quattrini. Finiscono sempre col darvi una malinconia del diavolo.
La malinconia attira, il tedio respinge.
Compose le proprie fattezze a quella leggera velatura di malinconia che si conviene quando le persone sfortunate non appartengono alla propria famiglia.