La realtà va inventata.- Alessandro Morandotti
La realtà va inventata.
L'esperienza è quella cosa che una volta acquisita a caro prezzo, non serve più.
I vizi hanno la virtù di rendere contenti chi li pratica e arricchire chi li favorisce.
Le disgrazie degli altri ci impressionano tanto perché potrebbero capitare anche a noi.
Quando ignoranza e mediocrità si coalizzano, ne risulta la cosiddetta voce del popolo.
Se uno sciocco si dichiara tale, gli si crede sulla parola. Se un genio proclama di esserlo, si pretende che lo dimostri.
Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale.
Gli ideali sono cose pericolose. E' meglio la realtà: ferisce, ma vale di più.
L'insieme aveva l'essenza degli incubi, senza esserlo, però. La sensazione d'irrealtà era reale. Solo l'irrealtà è reale. Se no, le cose sembrerebbero molto reali, ma anche assurde.
Non ridurre la realtà a una cosa statica, per poi inventare metodi che ti consentano di arrivare a essa.
La lotta tra Obama e McCain sarebbe un ottimo soggetto per una satira. Ma forse non serve: la realtà può essere anche più comica della finzione.
Ci sono volte in cui la mente riceve un tale colpo da nascondersi nella follia. Ci sono volte in cui la realtà non è altro che sofferenza. E per sfuggire a quella sofferenza, la mente deve lasciarsi alle spalle la realtà.
L'uomo approccia la realtà con l'attitudine del cronista, la donna con quella del romanziere: sfuma, allude, sottende.
Un uomo perde il contatto con la realtà se non è circondato dai suoi libri.
Accettiamo facilmente la realtà, forse perché intuiamo che niente è reale.
La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto.