È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce.- Alexandre Dumas figlio
È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce.
Non c'è vera felicità se non quella di cui ci si accorge di godere. Il bambino è felice, è vero, ma siccome lo viene a sapere soltanto molto più tardi è come se non lo fosse mai stato.
Quell'uomo esaurisce in un mentre tutte le emozioni terrestri, e dopo tale amore il suo cuore sarà chiuso a qualsiasi altro.
Una persona che dubita di sé è come un uomo che vuole arruolarsi tra le fila del nemico e alzare le armi contro se stesso. Egli rende il proprio fallimento certo dato che è la prima persona ad esserne convinta.
Non sono l'apostolo del vizio, ma qualunque nobile dolore desta un'eco nel mio cuore.
Donne oneste ce ne sono più di quelle che si crede, ma meno di quelle che si dice.
Quando due dolori si verificano insieme, ma non nello stesso posto, il più violento oscura l'altro.
Il dolore indurisce. Il grande dolore indurisce maggiormente.
Per allontanarsi da un dolore sembra necessario ripercorrere gli stessi passi che ci hanno condotto a quel dolore.
La miseria e le preoccupazioni generano il dolore, la sicurezza, invece, e l'abbondanza la noia.
Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
Non credo che nessuno di noi possa parlare del dolore finché non ne è fuori.
La felicità è benefica al corpo, ma è il dolore quello che sviluppa le facoltà dello spirito.
Chi si abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.
Era proprio così: anche le cose tristi passavano, anche i dolori, le disperazioni, come le gioie, impallidivano, perdevano la loro profondità e il loro valore, fin che veniva un momento in cui non ci si poteva più ricordare cos'era stato a far tanto male. Anche i dolori sfiorivano ed appassivano.
Certe persone - e io sono di quelle - odiano il lieto fine. Ci sentiamo frodati. Il dolore è la norma.