Non credo che nessuno di noi possa parlare del dolore finché non ne è fuori.- Arthur Golden
Non credo che nessuno di noi possa parlare del dolore finché non ne è fuori.
Conduciamo la nostra esistenza come acqua che scende lungo la collina, andando più o meno in un'unica direzione finché non urtiamo contro qualcosa che ci costringe a trovare un nuovo corso.
Anche un sasso viene consumato da una pioggia troppo forte.
Tra ciò che avviene di giorno nella quotidianità e ciò che succede di sera dietro le porte chiuse non esiste alcun rapporto e le due cose devono sempre rimanere disgiunte.
Le avversità assomigliano a un forte vento, che non soltanto ci tiene lontani dai luoghi in cui altrimenti saremmo potuti andare, ma ci strappa anche di dosso tutto il superfluo cosicché in séguito ci vediamo come realmente siamo, e non come ci piacerebbe essere.
Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.
Uno dei vantaggi del piacere sul dolore è che al piacere puoi dire basta, al dolore non puoi.
Probabilmente dovreste togliere strati sopra strati di dolore per vedere perché ogni cosa che vedo è cosi malata.
L'attrazione nasce da un dolore profondo, non dalla rivalsa di tante donne di oggi decise a restare giovani.
Guardare da vicino il proprio dolore è un modo di consolarsi.
In una scala da 1 a 10, come valuti il tuo dolore?
La conoscenza porta dolore.
Il dolore è una dote per un animo duro.
Il dolore inerisce alla vita come contrappunto che dà pienezza al fervore d'esistere.
Tu puoi tenerti lontano dai dolori del mondo, sei libero di farlo e risponde alla tua natura, ma forse proprio questa tua astensione è l'unico dolore che potresti evitare.