Quanto dolore c'è nella vita, è vero, ma quanta vita c'è nel dolore?- Fabio Volo
Quanto dolore c'è nella vita, è vero, ma quanta vita c'è nel dolore?
A volte succede che amiamo una persona più per il bene che le abbiamo fatto che per quello che ha fatto a noi.
La gente ama le persone interessanti, non quelle buone.
Servono coraggio e forza per accogliere quello che ci fa stare bene quando abbiamo costruito un'intera vita sullo stare male.
Magari in una storia di cinque anni si è stati innamorati e ci si è amati solamente per due, o tre, o quattro. Per questo la qualità di una storia non può essere misurata dalla durata. Non conta il quanto, ma il come.
I giovani d'oggi sono una generazione di sfigati: mangiano male, scopano male, si drogano male e ascoltano musica di merda, e anche quella la ascoltano male. Nei loro iPhone.
Il dolore, in natura, è il più potente degli afrodisiaci.
Dovunque c'è il dolore qui santa è la terra.
Il dolore è il grido dall'allarme della natura. È l'avvertimento sommario del complesso psichico contro l'aggressione di un estraneo.
Il dolore ha certi limiti che non conviene oltrepassare.
Arcano è tutto, fuor che il nostro dolor.
Il dolore per la Chiesa finisce con il diventare uno strumento di potere e quindi con l'aumentare l'audience.
L'uomo dovrebbe imparare ad affrontare il dolore perché non è tutto da gettare via. C'è un dolore che tormenta e uno che matura. Un dolore che distrugge e un altro che avvisa per tempo di ciò che occorre fare.
Il dolore è la forma più intensa di vita, è sovreccitazione: quindi, il ricerchiamo.
La miseria e le preoccupazioni generano il dolore, la sicurezza, invece, e l'abbondanza la noia.
Ho bevuto perché volevo annegare i miei dolori, ma ora queste cose dannate hanno imparato a nuotare.