La paura è il dolore provocato dalla rappresentazione di un male imminente.- Aristotele
La paura è il dolore provocato dalla rappresentazione di un male imminente.
Due amici: un'anima sola divisa in due corpi.
Il tutto è maggiore della somma delle sue parti.
La comunità politica migliore è formata da cittadini della classe media.
La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa.
Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.
Non renderti più gravosi i tuoi mali, non opprimerti con i lamenti: il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione.
Certe persone e io sono fra loro, odiano il lieto fine. Ci sentiamo defraudati. Il dolore è la norma.
Come non vedere che null'altro la natura ci chiede con grida imperiose, se non che il corpo sia esente dal dolore, e nell'anima goda d'un senso gioioso sgombra d'affanni e timori?
Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco.
Sai tu che sia il dolore? Troppe volte è l'ultima parola vuota di un verso vuotissimo per far rima con amore.
I dolori leggeri concedono di parlare: i grandi dolori rendono muti.
Bisognerebbe essere orgogliosi del dolore, ogni dolore ci rammenta il nostro alto livello.
Sinché un uomo gode della vita, nulla deve disperare: può ad un tratto passare dal più profondo dolore alla massima gioia; dalla massima disgrazia alla più alta felicità.
Il dolore ti cambia in profondità.