La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa.- Aristotele
La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa.
La saggezza è una virtù del raziocinio, in base alla quale si può deliberare bene su beni e mali in vista della felicità.
Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.
L'amicizia è un'anima dimorante in due corpi, un cuore che abita due anime.
Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati.
La modestia non può essere una virtù, perché assomiglia più ad una sofferenza che ad una qualità.
La cultura è un elemento stabilizzante, non c'è niente di meglio di un museo, di un'opera di Verdi o di un poeta con tanto di riconoscimenti ufficiali per ricacciare il progresso indietro.
La disgregazione culturale può seguire alla specializzazione; ed è la disgregazione più radicale di cui una società possa soffrire.
La cultura degli uomini è divisa in parti uguali in tre aree stagne e comunicanti secondo convenienza: quella del silenzio, quella dell'omissione, quella dell'omertà. Un vero maschio rivelatore lo misuri solo dalla tenacia del suo coma volontario. Non vede, non sente, non parla.
La cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.
La cultura attuale dell'apparire, per come ci viene trasmessa, in particolare, attraverso la televisione, funziona da cassa di risonanza del narcisismo.
La crisi della cultura. C'è sempre stata: Shakespeare non sapeva il greco e Omero non sapeva l'inglese.
In un uomo di stato, la cosiddetta cultura è in fin dei conti un lusso inutile.
Ritengo che sia un limite della nostra cultura il fatto di avere un'opinione così elevata di noi stessi. Ci riteniamo infatti a torto più simili agli dèi anziché alle scimmie.
Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.