La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.- Thomas Fuller
La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso.
Chi non ha paura del futuro può godersi il presente.
La sicurezza è la madre del pericolo e la nonna della distruzione.
I miracoli sono le fasce in cui si avvolgono chiese infantili.
La fretta e la premura sono bufere e tempeste, rovinano e guastano gli affari; ma l'agilità è un vento pieno e giusto, che soffia con velocità verso il cielo.
Sebbene la modestia sia una virtù, la timidezza è tuttavia un vizio.
Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze.
Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura in senso specifico o, meglio, classista è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso.
La cultura degli uomini è divisa in parti uguali in tre aree stagne e comunicanti secondo convenienza: quella del silenzio, quella dell'omissione, quella dell'omertà. Un vero maschio rivelatore lo misuri solo dalla tenacia del suo coma volontario. Non vede, non sente, non parla.
La cultura non è un lusso, è una necessità.
Non è veramente colto chi non sa leggere il proprio cuore.
La cultura non è mancanza di memoria. La cultura comincia quando si riesce a fare una cosa senza sforzo.
Cultura non è leggere molto, né sapere molto: è conoscere molto.
Cultura. Facile da definire. Tutto quello che non pensiamo sia cultura è cultura.
Parlare di cultura è sempre stato contro la cultura. Il denominatore comune "cultura" contiene già virtualmente la presa di possesso, l'incasellamento, la classificazione, che assume la cultura nel regno dell'amministrazione.
La cultura è un ornamento nella buona sorte, un rifugio nell'avversa.