Ogni dolore ha la propria sacralità.- Alexandre Dumas padre
Ogni dolore ha la propria sacralità.
Mi sento incatenata, e nello stesso tempo mi sento così debole che queste catene mi sembrano un sostegno, e ho paura di spezzarle.
Più felice ancora dell'uomo più felice è colui che può rendere felici gli altri.
La vita è un rosario di miserie che il filosofo sgrana ridendo.
In questo momento sono troppo felice per essere allegro.
Ma il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare.
La tolleranza dovrebbe essere una fase di passaggio. Dovrebbe portare al rispetto. Tollerare è offendere.
Quando sei contento di essere semplicemente te stesso e non fai confronti e non competi, tutti ti rispetteranno.
Così per amare, bisogna imparare prima a pazientare, a sapere stare da soli, ad accettare l'altro e rispettarlo; importante poi è avere fiducia in se stessi perché in fondo è nel rapporto con il proprio sé che si sviluppa il rapporto con il prossimo.
Si rispetta, ma non si ama, l'uomo che agisce secondo princìpi.
Non rispettiamo mai quelli che ci divertono, per quanto si possa ridere delle loro capacità comiche.
Bisogna anzitutto imparare a rispettare anche ciò che non si riesce ad amare; capire che il valore e i diritti di una persona non dipendono dai sentimenti che proviamo per essa.
Al cuore di ogni dialogo sincero c'è, anzitutto, il riconoscimento e il rispetto dell'altro. Soprattutto c'è l'"eroismo" del perdono e della misericordia, che ci liberano dal risentimento, dall'odio e aprono una strada veramente nuova.
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
Il rispetto verso i morti è del tutto naturale. In fondo, hanno appena portato a termine un compito personale e impegnativo: morire.
L'uomo che si annoia fa strada più in fretta degli altri. Se ti annoi ti rispettano.