Un cammino religioso non si giudica dalle novità, quanto dalla fedeltà.- Andrea Riccardi
Un cammino religioso non si giudica dalle novità, quanto dalla fedeltà.
Se si prescinde dal cristianesimo italiano, non si può costruire un'identità nazionale condivisa.
C'è una forza di attrazione da parte dei comportamenti giusti e pacifici, anche se di pochi.
C'è un valore misterioso di una vita caduta a terra, anche se non è dato di conoscere i tempi del germoglio.
Dopo l'11 settembre il dialogo è più che necessario: per svuotare i giacimenti di odio e di diffidenza che rischiano di avvelenare gli animi, di alimentare il terrorismo.
C'è una statua nel Grande Tempio. È alta più di tre metri. È di bronzo e tutto il resto. Calpesta gli infedeli. Non puoi calpestare gli infedeli se sei una tartaruga.
Silente avrà veramente lasciato la scuola solo quando non ci sarà più nessuno che gli sia fedele.
La violenza che ci si fa per restare fedeli a chi si ama non vale molto più di un'infedeltà.
Per i barbari la fedeltà gira al girare della fortuna.
Da centro di irradiazione simbolica nelle comunità primitive, il corpo è diventato in Occidente il negativo di ogni "valore", che il sapere, con la fedele complicità del potere, è andato accumulando.
La violenza che ci facciamo per rimanere fedeli a coloro che amiamo, non è meglio di un'infedeltà.
Imitare con la massima fedeltà l'espressione naturale.
Da ragazzo cercavo nell'infedeltà la gratificazione.
Il mio eroe è Hachiko, un cane, lo chiamavano Hachi, il cane del mistero, perché nessuno sapeva da dove venisse, e qui comincia la sua storia... quando mi raccontano di Hachi io sento di conoscerlo, Hachi mi ha insegnato cos'è la fedeltà ecco perché Hachi sarà sempre il mio eroe.
Non sono mai stato infedele; la donna che amo è la sola al mondo per me. Quando non amo, prendo una bella donna, che apprezzi qualsiasi cosa, tranne l'amore.