Chi disprezza il prossimo si preoccupa già troppo del prossimo.- Anselmo Bucci
Chi disprezza il prossimo si preoccupa già troppo del prossimo.
Ridi della così detta spontaneità. Non c'è erba più spontanea dell'ortica. Spontaneamente saremmo tutti cannibali.
Al grande successo tutti resistono. Sovrumano è resistere al piccolo successo.
Chi tace è, rispetto a chi parla, nella stessa condizione di superiorità di chi è seduto e guarda passare chi cammina.
L'amicizia più difficile da conservare è verso se stesso.
Da noi, chi segue con lo sguardo il volo leggiadro dell'allodola, si precipita sulla doppietta. Conosce l'animale soltanto colui che la stermina.
Ogni specie di pessimismo e di nichilismo diventa nella mano del più forte soltanto un martello e uno strumento in più, per acquisire un nuovo paio di ali.
Il comportamento perfetto nasce dalla completa indifferenza.
L'indifferenza attiva a ciò che è importante è un dovere.
Il vero male è l'indifferenza.
Chi tranquillamente rinuncia al bene della vita, che odia l'esistenza quaggiù, talché vi preferisce un'infelice eternità, deve essere niente mosso dalla meno efficace e piú lontana considerazione dei figli o dei parenti.
Una mano lava l'altra e tutte due l'ombelico del mondo.
La vita fa vivere la gente senza fare una grande attenzione a quello che gli succede.
Abbandona l'ira, trascura l'orgoglio, passa oltre ogni vincolo: nessun dolore tocca l'uomo distaccato da nome e forma, e che non possiede nulla.
Coloro che guardano alla miseria con indifferenza, sono i più miserabili.
La persecuzione era almeno un segno di interesse personale. La tolleranza è composta da nove parti di apatia ed una di amore fraterno.