Non diffidate dei cattivi, ma degli imbecilli; e, sopra tutto, dei buoni.- Anselmo Bucci
Non diffidate dei cattivi, ma degli imbecilli; e, sopra tutto, dei buoni.
Da noi, chi segue con lo sguardo il volo leggiadro dell'allodola, si precipita sulla doppietta. Conosce l'animale soltanto colui che la stermina.
Maledetta la sobrietà. Da noi si beve troppo poco spirito, per averne qualche traccia.
L'amore è l'arte di chi non ne fa.
Se l'uomo è un verme, io sono un verme solitario.
Chi tace è, rispetto a chi parla, nella stessa condizione di superiorità di chi è seduto e guarda passare chi cammina.
Si comincia a diffidare delle persone molto avvedute, quand'esse si mostrano imbarazzate.
Diffida del bue davanti, della mula dietro, del monaco da tutte le parti.
Ancora oggi, dopo la Shoah, l'odio razziale assume la forma insidiosa della diffidenza e del disprezzo fino alla violenza. Contro la viltà e l'egoismo, anche nel nostro tempo, serve il coraggio della verità contro l'inganno, la menzogna, l'infamia.
L'uomo arriva a diffidare della parola, pende da un sapere presunto. Il voto rimpiazza la discussione, la cabina elettorale il tavolino del caffè. Il cittadino si siede dinanzi allo schermo e tace.
Diffidate di chi viene a mettere ordine.
Sono ormai così corrotto dalla diffidenza che, se qualcuno mi confessa che cosa gli piace o non gli piace, non lo prendo affatto sul serio, o per meglio dire considero ogni cosa semplicemente come testimonianza dell'immagine che egli vuole dare di sé.
Nessun più sicuro segno di debolezza che il diffidare istintivamente di tutto e di tutti.
Diffidare (continuamente e sistematicamente, senza vacillare nemmeno per un attimo) richiede uno sforzo enorme e anche un suo allenamento.
Il cuore è una bestia della quale è prudente diffidare. Anche l'intelligenza è una bestia, ma per lo meno non parla d'amore.
La condizione di italiano espatriato attiva il complesso dell'orfano sannita, un che di sventurato e diffidente, di irto e rusticamente astuto.