È assai più facile essere caritatevole che giusto.- Arturo Graf
È assai più facile essere caritatevole che giusto.
Se i migliori non s'impongono ai peggiori, i peggiori s'imporranno ai migliori.
Chi più servo di colui che sempre ha bisogno d'essere servito?
Infinito è il numero di coloro che, o bene o male, vedono; scarsissimo il numero di coloro che osservano.
Quella che comunemente chiamano prosa della vita non è, a dir vero, una gran bella prosa; anzi è una prosa che molte volte non dà neppur senso; ma non è detto che non si possa, in qualche misura, ripulire e correggere.
Non basta fare le cose buone; bisogna anche farle bene.
Perché ogni sorta di carità fomenta l'ozio e l'imprevidenza.
La carità esercitata all'esterno non dovrebbe essere che il traboccare della carità profonda attinta nella vita di orazione, l'irradiare di Cristo stesso.
Per quanto delicatamente sia mascherata, la carità è sempre orribile; c'è un disagio, quasi un odio segreto, tra colui che dà e colui che riceve.
Ama la carità, e pensa che la minima è quella che si fa a denaro. Ama la carità, e pensa che più è quello che ricevi, che quello che dai.
Al di sopra di beghe, pettegolezzi, livori, deve ispirarci la carità cristiana.
Colui che aspetta di fare un grande atto di carità tutto in una volta non farà mai nulla.
La carità, come se non fosse già abbastanza complicata nei tempi in cui ci troviamo, desterà sempre il sospetto di essere qualcosa di morboso, sadomasochistico o chi sa che perversione. Le tendenze elevate o morali destano sempre il sospetto di essere imbrogli.
Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi.
La carità è origine di un gran numero di peccati.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!