I viaggi moltiplicano le vite degli uomini.— Banana Yoshimoto
I viaggi moltiplicano le vite degli uomini.
Una volta che da un interesse qualsiasi nasce un legame, capita che quel paese ci apra il suo cuore tutt'a un tratto e mostrandoci molte cose. A quel punto la storia di quel paese ci si spalanca davanti agli occhi come se si trattasse di qualcosa di nostro.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile.
Felicità è anche non accorgersi che in realtà si è soli.
A dormire accanto a qualcuno, vicino fino a diventare la sua ombra, si può finire col riprodurre dentro di sé la sua anima, con l'assorbirne tutte le tenebre.
Si è creato un sistema nel quale i soldi sono una divinità, e grandi e piccoli non sanno divertirsi se non ne hanno.
Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente.
Quelli che viaggiano "per fotografare". E poi, a casa, guardano ciò che non hanno mai visto...
Il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l'arrivare.
Sembra esserci nell'uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.
Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica, è vera geografia.
Si viaggia non per cambiare luogo, ma idea.
I viaggi in aereo sono il modo che la natura ha per farti somigliare alla foto del tuo passaporto.
C'è chi viaggia per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi.
Per il nomade il movimento è moralità. Senza movimento i suoi animali morirebbero.
L'inverno passa e i venti caldi di Maggio mi fanno desiderare di vagabondare nuovamente. Il sibilo di una locomotiva in una notte calma ha un richiamo, inesplicabile, eppure forte, come la luce che porta una falena alla distruzione.