Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.- Italo Calvino
Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
Beati quelli il cui atteggiamento verso la realtà è dettato da immutabili ragioni interiori!
Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così.
Non c'è linguaggio senza inganno.
La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane.
Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
Non vale la pena girare il mondo per contare i gatti nello Zanzibar.
Non viaggio senza libri né in pace né in guerra. È il miglior viatico che abbia trovato in questo viaggio umano.
Il solo vero viaggio, il solo bagno di Giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere occhi diversi.
L'amicizia è una presenza che non ti evita di sentirti solo ma rende il viaggio più leggero.
Per un cuoco viaggiare è importantissimo. A patto di farlo con gli occhi e le orecchie aperti. La contaminazione funziona se è fatta in modo saggio, non selvaggio. Senza dimenticare chi sei e da dove vieni.
Credo che in futuro, ovunque mi trovi al mondo, mi chiederò se a Ngong piove.
Rapiscimi, portami via, partiamo! A te, a te, tutti i miei ardori e tutti i miei sogni!
Il guaio di questi viaggi lunghi è che si finisce con il parlare con se stessi moltissimo.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere occhi nuovi.
Solo chi si muove apprezza le soste e non conosce la noia.