I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".- Italo Calvino
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.
La giovinezza è tante cose, anche una particolare accuratezza dello sguardo che afferra un enorme numero di particolari e sfumature.
I romanzi lunghi scritti oggi forse sono un controsenso: la dimensione del tempo è andata in frantumi, non possiamo vivere o pensare se non spezzoni di tempo che s'allontanano ognuno lungo una sua traiettoria e subito spariscono.
Quando ho più idee degli altri, do agli altri queste idee; se le accettano, questo è comandare.
La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.
Un libro fatto è un istante passato, un gradino che ci ha servito per portarci più in alto.
Se vuoi che qualcuno legga un libro, digli che è sopravvalutato.
D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.
Si possono leggere libri scritti da persone la cui compagnia non ci riuscirebbe gradevole, e dunque un'elevata cultura spirituale ci induce a poco a poco a trovare il nostro godimento quasi esclusivamente nella lettura dei libri e non nella conversazione con le persone.
A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po' più intelligente e interessante di come sono realmente.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
Dai libri che rileggi conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri.
Un buon libro rende migliore colui che l'ha scritto.
Il libro ti muta nell'essenza.
I libri pensano per me.