I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".- Italo Calvino
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
I classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale.
Tutto può cambiare, ma non la lingua che ci portiamo dentro, anzi che ci contiene dentro di sé come un mondo più esclusivo e definitivo del ventre materno.
Il genere umano è una zona del vivente che va definita circoscrivendone i confini.
Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Il libro che per primo meriterebbe di essere proibito è il catalogo dei libri proibiti.
Si possono ignorare moltissimi libri, senz'essere, per questo, un ignorante.
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Il libro è l'oppio dell'Occidente.
La maggior parte dei libri attuali dà l'impressione di essere stata fatta in una giornata con dei libri letti il giorno avanti.
I nemici dei buoni libri e del buon gusto non sono comunque coloro che disprezzano i libri, ma chi legge di tutto.
I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.