Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.- Elias Canetti
Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
Sembra che gli uomini provino più sensi di colpa per i terremoti che per le guerre che essi stessi fomentano.
Solo l'incredulo ha diritto al miracolo.
Gli antichi resoconti di viaggio diventeranno preziosi come le più grandi opere d'arte; perché sacra era la terra sconosciuta, e non può mai più esserlo.
Sfrontatezza del ricco che consiglia i poveri.
Il dubbio si fa più illusioni della fede.
Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria.
Per ogni libro degno di essere letto c'è una miriade di cartastraccia.
Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l'immagine di un apostolo.
Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente.
Non basta avere molti libri, bisogna anche spolverarli.
Si pubblicano libri con caratteri sempre più piccoli. Immagino la fine della letteratura: a poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, i caratteri rimpiccioliranno fino a diventare completamente invisibili.
Fare un'opera e, dopo averla fatta, riconoscere che è brutta, è una delle tragedie dell'anima. Soprattutto è grande quando si riconosce che quell'opera è la migliore che si potesse fare.
Uscire da un libro è come uscire dal meglio di sé. Passare dagli archi soffici e ariosi della mente alle goffaggini di un corpo accattone sempre in cerca di qualcosa è comunque una resa.
Non esiste programma di vacanza più bello che proporsi di non leggere neppure un rigo, e dopo, niente di più piacevole che, al momento opportuno e con un libro veramente attraente, tradire il bel programma.
I libri pensano per me.