I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.- Marcel Proust
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.
La sofferenza è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo che l'inquieta, di rendere la sensibilità adeguata a questo stato.
Quel quid divino che Ruskin sentiva in fondo al sentimento ispiratogli dalle opere d'arte era precisamente quel che tale sentimento aveva di profondo, di originale e che si imponeva al suo gusto senza essere suscettibile di modificazione.
La saggezza non si riceve, bisogna scoprirla da sé dopo un percorso che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché è un modo di vedere le cose.
Le passioni politiche sono come le altre, non durano.
L'irresponsabilità aggrava le colpe e persino i crimini, checché se ne dica.
Un best-seller è generalmente un brutto libro la cui vendita permette all'editore di pubblicare degli altri libri altrettanto brutti, ma che non si vendono.
C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria.
È nella ricerca delle risposte che nascono i libri.
Un vero libro è sempre arduo, anche quando sembra linguisticamente e concettualmente semplice.
I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire.
Il libro è l'oppio dell'Occidente.
Ogni libro che aprite ha la sua o le sue lezioni da offrirvi, e abbastanza spesso i libri brutti hanno da insegnarvi di più di quelli belli.