I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.- Marcel Proust
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.
La fotografia acquista un po' della dignità che le manca quando cessa di essere una riproduzione della realtà e ci mostra cose che non esistono più.
Sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie piuttosto brevi. La medicina ha inventato l'arte di prolungarle.
L'abitudine è, fra tutte le piante umane, quella che ha meno bisogno di un suolo nutritivo per vivere e la prima a spuntare sulla roccia apparentemente più desolata.
Una persona diventa moralista prima che un altro diventi infelice.
Più tardi si vedono le cose in modo più pratico, pienamente conforme con il resto della società, ma l'adolescenza è il solo tempo in cui si sia imparato qualcosa.
Un best-seller è la tomba dorata d'un talento mediocre.
È un buon libro quello che si apre con aspettativa e si chiude con profitto.
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
L'amore dei libri è fonte, per sé solo, di mille piaceri vivissimi, piaceri della vista, del tatto, dell'odorato. Certi libri, si gode a palparli, a lisciarli, a sfogliarli, a fiutarli.
I libri sono di chi li legge.
Non merita d'essere letto il libro che non lasci desiderio d'essere riletto.
Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
Un buon libro è quello che viene aperto con trepidazione e chiuso con profitto.
Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato.