Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.- Mauro Parrini
Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.
Ormai tutto è talmente fuori posto che più niente è fuori luogo.
La vita si allunga perdendo di significato: diventeremo immortali quando esserlo non interesserà più a nessuno.
Dire di sì alla vita: magra consolazione per chi non può dire di no alla morte.
Su tutte le tombe dovrebbe essere scritto: non piangetemi perchè sono morto, ma perchè avei voluto dirvi una cosa, una sola, e non ho trovato il modo.
A nessuno dovrebbe essere consentito di scrivere più di un aforisma: non c'è anima così grande che non si possa esprimere con poche e precise parole.
Dai libri che rileggi conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri.
Non basta avere molti libri, bisogna anche spolverarli.
Fare un'opera e, dopo averla fatta, riconoscere che è brutta, è una delle tragedie dell'anima. Soprattutto è grande quando si riconosce che quell'opera è la migliore che si potesse fare.
La bellezza di un libro come oggetto non può prescindere dal suo contenuto. Non c'è infatti sopruso maggiore di un libro stupido rilegato lussuosamente.
La maggior parte dei libri saranno dimenticati. Impressione duratura la fanno solo quelli in cui l'autore ha messo tutto se stesso. In tutte le grandi opere si ritrova l'autore tutto intero.
I classici sono quei libri che ti fanno odiare la scuola.
I libri aggiungono all'infelicità dell'uomo una profondità che scambiamo per consolazione.
Per capire la differenza che esiste tra leggere un racconto su internet o su un libro, basta chiudere gli occhi e mettere il palmo della mano, prima sullo schermo e poi sulla pagina del libro. Il contatto con la carta, anche detto "libridine", ci fa capire la differenza.
Spesso nella tua vita tu troverai che un libro è il migliore amico di un uomo.
Non merita d'essere letto il libro che non lasci desiderio d'essere riletto.