Dai libri che rileggi conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri.- Ugo Ojetti
Dai libri che rileggi conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri.
Ogni critico ha tre sorta di avversari: quelli che ha biasimati; quelli che non ha mai nominati; quelli che ha lodato una volta sola, molti anni addietro e che, per quanto s'intenerisca, non riesce più a lodare. Questi sono i più accaniti.
Amare al buio, dormire al sole, mangiare in silenzio: tre sciocchezze.
Il rispetto può essere una forma superiore del disprezzo.
L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.
Il contribuente italiano è come il cane: si affeziona a chi mangia la carne e gli lascia l'osso.
Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
I libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.
Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Non esiste un vascello veloce come un libro, per portarci in terre lontane, né corsieri come una pagina di poesia che si impenna.
Per capire la differenza che esiste tra leggere un racconto su internet o su un libro, basta chiudere gli occhi e mettere il palmo della mano, prima sullo schermo e poi sulla pagina del libro. Il contatto con la carta, anche detto "libridine", ci fa capire la differenza.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
A che serve un libro senza dialoghi né figure?
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
I libri potenti si ricordano come se fossero d'una pagina sola.
Lo stile e la struttura sono l'essenza di un libro; le grandi idee sono inutili.