Di solito si detesta chi ci assomiglia, e i nostri stessi difetti visti dal di fuori ci esasperano.- Marcel Proust
Di solito si detesta chi ci assomiglia, e i nostri stessi difetti visti dal di fuori ci esasperano.
I nostri nemici muoiono quando la loro morte non ci reca né vantaggio né piacere.
I dati della vita non contano per l'artista, non sono per lui che un'occasione di mettere a nudo il suo genio.
Bisognava cercare di interpretare le sensazioni come segni di altrettante leggi e idee, tentando di far uscire dalla penombra quel che avevo sentito, di convertirlo in un equivalente intellettuale.
Il solo vero viaggio, la sola immersione nella giovinezza lo si farebbe non con l'andare verso nuovi paesaggi, ma con l'avere occhi diversi.
Non si riceve la saggezza, bisogna scoprirla da sé, dopo un tragitto che nessuno può fare per noi, né può risparmiarci, perché essa è una visuale sulle cose.
L'uomo può portare nei suoi affetti, nei suoi doveri, nelle sue azioni, molte forze che la natura non ha dato alla donna. Il difetto essenziale della donna è l'incompletazione, dell'uomo l'esuberanza.
Per la maggior parte delle persone correggersi vuol dire cambiare i propri difetti.
I difetti dei grandi autori non sono in genere che la loro grandezza portata all'eccesso.
I difetti non si avvertono soltanto in chi si fa notare poco.
La miglior qualità di certa gente è il buon uso che sa fare dei propri difetti.
Tu vedi una persona per la strada, e la cosa fondamentale che noti è il suo difetto.
Chi conosce i difetti altrui è uomo di buon discernimento: di molto migliore chi conosce i propri.
Solo i difetti dei ricchi sembrano virtù.
Chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni riesce solo a raddoppiare il difetto.
È inutile proporsi la correzione di un difetto, se poi all'occasione non si sa resistere.