Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.- Jean Rostand
Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.
L'abbondanza è, alle volte, l'unica risorsa di quelli che non hanno niente da dire.
È talvolta bene che un errore sfacciato attiri l'attenzione sulle verità troppo modeste.
Poca gente è degna di non credere a niente.
Negli istanti in cui la vita ci appare tollerabile, non le domandiamo di avere un senso; è la disperazione del cuore che induce lo spirito ad essere troppo esigente.
Essere adulto è essere soli.
I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti.
Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l'immagine di un apostolo.
Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perché vi piace, e l'altro, che potrete vantarvi di averlo letto.
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Uscire da un libro è come uscire dal meglio di sé. Passare dagli archi soffici e ariosi della mente alle goffaggini di un corpo accattone sempre in cerca di qualcosa è comunque una resa.
Se vuoi che qualcuno legga un libro, digli che è sopravvalutato.
Il tuo classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato.
Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.