Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.- Jean Rostand
Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.
La mente più alta non ha forse la prerogativa per comprendere l'universo; ma l'ultimo dei cuori che soffrono ha il diritto di accusarlo.
Il fanatismo è sempre al servizio del falso, ma anche al servizio del vero sarebbe detestabile.
Quanto bisogna amare qualcuno per preferirlo alla sua assenza!
Uno dei rischi di scrivere delle massime è che ci si mette nella condizione di essere citati.
Le farse del diritto finirebbero per renderci meno severi verso i drammi della forza.
Ciò che è stato scritto senza passione, verrà letto senza piacere.
I libri sono l'alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia.
I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.
Non c'è nessun amico più leale di un libro.
Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perché vi piace, e l'altro, che potrete vantarvi di averlo letto.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.
I libri specialmente, che ora per lo più si scrivono in minor tempo che non ne bisogna a leggerli, vedete bene che, siccome costano quel che vagliono, così durano a proporzione di quel che costano.
Tutto il senso del libro si potrebbe riassumere nelle parole: Quanto può dirsi, si può dir chiaro, e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.
La maggior parte dei libri saranno dimenticati. Impressione duratura la fanno solo quelli in cui l'autore ha messo tutto se stesso. In tutte le grandi opere si ritrova l'autore tutto intero.
Leggi per primi i libri migliori: potresti non avere l'occasione di leggerli tutti.