È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.- Jean Rostand
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
Si può misurare la reale nobiltà di un individuo dalla somma di sentimenti poco nobili che si permette di lasciar vedere.
Mi sarebbe piaciuto essere di quelli che, con piccole frasi, fanno venire a noia i lunghi svolgimenti.
Non vi sono lacrime così perfide come quelle di cui lei fingerà di risparmiarti la vista.
La morale è ciò che resta della paura quando la si è dimenticata.
La mente più alta non ha forse la prerogativa per comprendere l'universo; ma l'ultimo dei cuori che soffrono ha il diritto di accusarlo.
Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto.
La morte non vuole gli stupidi.
La morte del corpo non è la fine dello spirito, ma solo una tappa del viaggio, come quando nei tempi andati si cambiava diligenza.
La morte è la porta che tutti noi dobbiamo attraversare, ed è questo nostro io spirituale che, abbandonato il corpo fisico, ci farà continuare a vivere, a imparare e a crescere mentre proseguiamo.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.
Morte e Sonno gemelli.
Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori, e io sarò dentro di loro: questa è l'eternità.
La vita è uno strano regalo. All'inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronto a gettarlo. Infine, ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito."
Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la saggezza consiste nell'affrettarne il conseguimento.