Come il sole la nebbia, così il pensier della morte fuga e discioglie ogni cupidigia, ogn'invidia, ogni odio.- Arturo Graf
Come il sole la nebbia, così il pensier della morte fuga e discioglie ogni cupidigia, ogn'invidia, ogni odio.
Può dire di non essere mai andato a scuola chi non fu alla scuola del dolore.
Bisogna salir così alto, che la stessa superbia si rimanga per istrada a mezzo dell'erta.
Pessima tolleranza quella che incoraggia l'insolenza.
L'uomo volgare cerca di appropriarsi i beni della vita; l'uomo nobile si propone di meritarli.
Misero l'uomo che a giustificazione del proprio operare non altro sappia invocare che il proprio diritto.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze.
Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità.
Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte è come il sonno, ma con questa differenza: se sei morto e qualcuno grida "In piedi, è giorno fatto!", ti riesce difficile trovare le pantofole.
Questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato.
In ogni addio c'è un'immagine della morte.