La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.- Giacomo Leopardi
La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.
Il sonno, e tutto quello che induce il sonno ecc., è per se stesso piacevole... Non c'è maggior piacere (né maggior felicità) nella vita, che il non sentirla.
Niuno stato è così misero, il quale non possa peggiorare; e nessun mortale, per infelicissimo che sia, può consolarsi né vantarsi, dicendo essere in tanta infelicità, che ella non comporti accrescimento.
L'animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell'atto stesso dell'ultima disperazione.
La convenienza al suo fine è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella.
Le persone non sono ridicole se non quando non vogliono parere o essere ciò che non sono.
Il sonno è amore di morte, l'insonnia paura di morte.
Tutte le morti sono odiose per i miseri mortali.
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
Poche cose sono più facili che vivere male e morire bene.
L'uomo morendo salda tutti i debiti.
La morte risolve tutti i problemi.
'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.