La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.- Giacomo Leopardi
La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.
Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.
I momenti migliori dell'amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che.
Nessuna cosa maggiormente dimostra la grandezza e la potenza dell'umano intelletto, nè l'altezza e nobiltà dell'uomo, che il poter l'uomo conoscere e fortemente sentire la sua piccolezza.
Tutte le cose vengono a noia colla durata, anche i diletti più grandi: lo dice Omero, lo vediamo tuttogiorno.
L'egoismo comune necessita e cagiona l'egoismo di ciascuno.
Al destino di morte non scampa nessuno che nasce.
La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.
E così morire è bere dal fiume del silenzio, è scalare la cima del monte, significa stare nudi nel vento e sciogliersi al sole.
La morte venne nel mondo per il peccato', dice il cristianesimo. Ma la morte è puramente l'espressione cruda, stridente e portata al suo eccesso, di ciò che il mondo è nell'essenza sua. Onde è più conforme al vero dire: il mondo è per il peccato.
La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.
La morte è per tutti, la vita per pochi.
Nella vita la cosa più audace è odiare la morte; sono disprezzabili e disperate le religioni che ottundono questo odio.
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
È più facile sopportare la morte senza pensarvi che il pensiero della morte senza pericolo.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.