Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.- Giacomo Leopardi
Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.
Tutti hanno provato il piacere o lo proveranno, ma niuno lo prova. Tutti hanno goduto o godranno, ma niuno gode.
La guerra più terribile è quella che deriva dall'egoismo, e dall'odio naturale verso altrui, rivolto non più verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno.
La noia non è altro che il desiderio puro della felicità non soddisfatto dal piacere, e non offeso apertamente dal dispiacere.
La ragione è pigra come una tartaruga, e codarda come una lepre.
Come nella speranza o in qualunque altra disposizione dell'animo nostro, il bene lontano è sempre maggiore del presente, così per l'ordinario nel timore è più terribile il male.
Il colmo dell'infelicità è esser felici senza saperlo.
Non ho fame. Non ho sete. Non ho caldo. Non ho freddo. Non ho sonno. Non mi scappa niente. Come sono infelice.
Ben difficilmente si vede un uomo infelice per non essere riuscito a scorgere ciò che avviene nell'anima altrui; ma colui che non avverte i moti della propria anima, è inevitabile che sia infelice.
L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi.
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
È meglio essere infelicemente innamorati che essere infelicemente sposati. Alcuni fortunati riescono in tutte e due le faccende.
Gli infelici credono facilmente in ciò che desiderano molto.
Talvolta si prende come cattiva abitudine l'essere infelici.
L'infelicità è essa stessa un vizio.
L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.