Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!- Lucio Anneo Seneca
Ognuno è infelice nella misura in cui crede di esserlo!
C'è niente di più stolto del pensiero di quegli uomini, che si piccano di essere previdenti? Le loro occupazioni sono più laboriose: per poter vivere meglio, organizzano la vita a spese della vita.
Il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
La vita senza una meta, è un vagabondaggio.
Lo stolto può salire con fatica alla saggezza, il saggio non può ripiombare nella stoltezza.
La filosofia non respinge né preferisce nessuno: splende a tutti.
Dicono che la felicità si trova nelle piccole cose. Sapeste l'infelicità.
Tutta l'infelicità dell'uomo deriva dalla sua incapacità di starsene nella sua stanza da solo.
I momenti dell'infelicità sono momenti chiave della vita, gli unici momenti in cui si impara davvero qualcosa.
Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità.
Niuno stato è così misero, il quale non possa peggiorare; e nessun mortale, per infelicissimo che sia, può consolarsi né vantarsi, dicendo essere in tanta infelicità, che ella non comporti accrescimento.
Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.
La condizione dell'uomo poggia su buone basi: nessuno è infelice se non per sua colpa. Ti piace vivere? Vivi; se no, puoi tornare da dove sei venuto.
Veramente infelice è chi non sa sopportare l'infelicità.
Nessuno può vantarsi o sdegnarsi con verità dicendo: io non posso essere più infelice di quel che sono.
Gli uomini che sono infelici, come gli uomini che dormono male, ne menano sempre vanto.