Nessuno è infelice se non per colpa sua.- Lucio Anneo Seneca
Nessuno è infelice se non per colpa sua.
Diventa un buon vino quello che, nuovo, sembrava acerbo e aspro; mentre il vino gradevole già nella botte non regge all'invecchiamento.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
Perdona molto agli altri, nulla a te stesso.
Chi è padrone di sé non perde niente.
La durata della mia vita non dipende da me. Vivere pienamente non dipende che da me.
Chi è più infelice dell'uomo che dimentica i benefici e ricorda i torti?
Il colmo dell'infelicità è esser felici senza saperlo.
Non esitono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.
L'infelicità è essa stessa un vizio.
Talvolta si prende come cattiva abitudine l'essere infelici.
Presso che le operazioni tutte con le quali gli uomini s'ingegnano di acquistare la felicità, sono ad essi cagione di maggiore infelicità.
Infelicitá grande è essere in grado di non potere avere el bene, se prima non s'ha el male.
Coloro che non s'adeguano sono il sale della terra, il colore della vita, condannano se stessi all'infelicità, ma sono la nostra felicità.
La via più sicura per evitare una grande infelicità è di ridurre possibilmente le proprie pretese in rapporto ai propri mezzi di qualunque specie.
Per non diventare molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici.