Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.- Lucio Anneo Seneca
Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
Dite che bisogna scegliere con cura coloro a cui far del bene, perché neppure i contadini gettano i semi in mezzo alla sabbia.
Se vuoi sottomettere a te ogni cosa, sottomettiti alla ragione; farai da guida a molti se la ragione farà da guida a te.
Per molti, vivere non è una cosa dolorosa ma una cosa inutile.
Nessuno è tanto debole da non sperare di poter punire anche un uomo potentissimo: a nuocere siamo bravi tutti.
Vuoi disprezzare il piacere del cibo? Guarda che fine fa.
Io devo vivere in compagnia della morte. La destesto, naturalmente, ma non la temo. Se la temessi non varrei nulla come medico. Dovrei temerla?
La morte è il non-essere. Dopo di me accadrà ciò che è stato prima di me. Se prima non abbiamo sofferto, vuol dire che non soffriremo dopo. Siamo come una lucerna che, spegnendosi, non può stare peggio di quando non era accesa. Solo nel breve intermezzo possiamo essere sensibili al male.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
La meditazione della morte non insegna a morire, non rende l'esodo più facile.
Morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male.
Si dice che muore giovane chi è tanto giovane e saggio.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Mi scrive l'amica di Londra: "A giudicare da certi cimiteri ci sarebbe da pensare che noi trattiamo i nostri cari meglio da morti che da vivi.
La vita è piacevole, la morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.
La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza.