Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.- Lucio Anneo Seneca
Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
Se i ritratti dei nostri amici assenti ci sono graditi, perché rinnovano il ricordo e alleviano la nostalgia con un falso ed effimero conforto, tanto più ci è gradita una lettera, che porta le vere tracce, i veri segni dell'amico assente.
La vita degli sciocchi è spiacevole, inquieta, tutta proiettata al futuro.
Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta: nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.
Sempre beata la bontà s'estima.
La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo.
La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desideri. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
Quando un uomo muore, non viene strappato un capitolo dal libro, ma viene tradotto in una lingua migliore.
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte.
Il primo requisito per l'immortalità è la morte.
Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Vorrei andare a Limbiate al vecchio cimitero. La morte mi consola sempre. Credo in Dio e sento la sua pace.
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valigie.
La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.