Si sta comed'autunnosugli alberile foglie.- Giuseppe Ungaretti
Si sta comed'autunnosugli alberile foglie.
La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Vita. Corruzione che s'adorna di illusioni.
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.
La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno.
Nulla atterrisce quanto la distanza. Voi potreste essere morta ed io non lo saprò abbastanza presto per morire.
Quanto spesso gli uomini sono stati allegri poco prima di morire!
Talvolta ci congratuliamo con noi stessi nel momento in cui ci destiamo da un brutto sogno, potrebbe proprio essere così il momento che succede la morte.
Bisogna morire molte volte per imparare a vivere.
Morrai non perché sei malato, ma perché vivi.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
La morte è un mostro che caccia dal gran teatro uno spettatore attento, prima della fine di una rappresentazione che lo interessa infinitamente.
La vita è somma. Gioventù + maturità + vecchiaia = m 2,50 di lunghezza x 1,50 di profondità.
Un uomo morente ha bisogno di morire, come un uomo assonnato ha bisogno di dormire, e arriva un momento in cui è sbagliato, oltre che inutile, resistere.