Non mi lasciare, resta, sofferenza!- Giuseppe Ungaretti
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Sei comparsa al portone in un vestito rosso per dirmi che sei fuoco che consuma e riaccende.
M'illumino d'immenso.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Non sono mai stato tanto attaccato alla vita.
Il mondo non accetta volentieri le persone che soffrono senza pudore. Ognuno vuole solo illudersi che il male non esiste e così nessuno accetta di dividere troppo a lungo con qualcuno la testimonianza del contrario.
L'uomo è nato per soffrire. E ci riesce benissimo.
L'uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro; nessuno si conosce finché non ha sofferto.
Non lasciar discutere la propria coscienza, né disarmare la propria volontà, è così che si ottiene la sofferenza, è così che si ottiene il trionfo.
Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.
Il mondo è pieno di sofferenze ma è altrettanto pieno di persone che le hanno superate.
Noi ci consoliamo delle sofferenze della vita pensando alla morte, e della morte pensando alle sofferenze della vita.
È difficile non credersi superiori, quando si soffre di più.
Tanti sono morti disperati. E questi hanno sofferto più di Cristo. Ma la grande, la tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente.
La gente di solito si rifugia nel futuro per sfuggire alle proprie sofferenze. Traccia una linea immaginaria sulla traiettoria del tempo, al di là della quale le sue sofferenze di oggi cessano di esistere.