Non mi lasciare, resta, sofferenza!- Giuseppe Ungaretti
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte. Foglia appena nata Nell'aria spasimante involontaria rivolta dell'uomo presente alla sua fragilità Fratelli.
Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia.Il vero amore è una quiete accesa.
La morte si sconta vivendo.
La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina.
Quelli che soffrono d'indigestione stanno male quanto quelli che muoiono di fame.
La coppa della sofferenza non ha la stessa misura per tutti.
Soffrire significa non poter mangiare né dormire, altrimenti è letteratura.
Ormai sono abituato a soffrire, e forse ne ho la necessità.
Se una sofferenza ci tormenta senza aiutarci, bisogna smetterla prima possibile e allontanare dal cuore conforti illusori e l'amara voluttà del dolore.
La sofferenza dei monaci e della monache, dei solitari d'ambo i sessi, non è una sofferenza della sessualità ma di maternità e di paternità, cioè di finalità.
C'è qualcosa di terribilmente morboso nella compassione che oggi si prova per la sofferenza. Si dovrebbe provare simpatia per il colore, la bellezza, la gioia di vivere. Quanto meno si parla dei mali della vita, tanto meglio è.
Le disgrazie che sopportiamo... vengono dall'esterno, sono accidenti. Ma soffrire per un nostro errore, ah! Questo è il dolore più acuto che si possa provare nella vita.
Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
Il mondo è pieno di sofferenze ma è altrettanto pieno di persone che le hanno superate.