Ormai sono abituato a soffrire, e forse ne ho la necessità.- Eugenio Montale
Ormai sono abituato a soffrire, e forse ne ho la necessità.
Vai, parole, tradite invano il morso secreto, il vento nel cuore soffia. La più vera ragione è di chi tace.
Né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.
Ma in attendere è gioia più compita.
Piuttosto che fermarsi a mezza via, vale meglio non cominciare.
L'uomo dell'avvenire dovrà nascere fornito di un cervello e di un sistema nervoso del tutto diversi da quelli di cui disponiamo noi, esseri ancora tradizionali, copernicani, classici.
Spesso non diciamo quello che abbiamo dentro per paura di far soffrire gli altri e così ci portiamo dietro un peso che coni1 tempo diventa una montagna.
Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.
Soffrire significa non poter mangiare né dormire, altrimenti è letteratura.
Quelli che soffrono davvero non formano la plebe, non formano un gruppo. Chi soffre, soffre in solitudine.
La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza.
Le persone non vogliono soffrire né tantomeno vivere nel terrore, desiderano soltanto essere felici. Siamo tutti fatti così, per cui se ti rendi conto che un tuo comportamento potrebbe ferire qualcuno, devi modificarlo.
L'unico antidoto alla sofferenza mentale, è il dolore fisico.
La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza; tristezza, lamenti, dolore fisico e mentale, angoscia, sono sofferenza; la separazione da ciò che piace è sofferenza, non poter avere ciò che si desidera è sofferenza.
L'uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro; nessuno si conosce finché non ha sofferto.
Guariamo dalla sofferenza solo provandola appieno.