Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?- Anatole France
Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?
L'impotenza di Dio è infinita.
Il bene e il male non esistono che nell'opinione. Il saggio, come guida di comportamento, non ha che il costume e l'uso.
La sapienza divina aveva preveduto che Giuda, libero di non dare il bacio del traditore, l'avrebbe tuttavia dato. In tale modo essa ha adoperato il delitto dell'Iscariota a guisa di pietra nell'edificio meraviglioso della redenzione.
La vita insegna che non si è felici se non a prezzo di qualche ignoranza.
La legge, nella sua solenne equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare pane.
L'unico antidoto alla sofferenza mentale, è il dolore fisico.
L'uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro; nessuno si conosce finché non ha sofferto.
La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza.
L'animale della terra che soffre di più fu quello che inventò il riso.
Il soffrire è umano non è elegante.
L'uomo è nato per soffrire. E ci riesce benissimo.
La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza; tristezza, lamenti, dolore fisico e mentale, angoscia, sono sofferenza; la separazione da ciò che piace è sofferenza, non poter avere ciò che si desidera è sofferenza.
Sembra di esser meno disgraziati, quando non si è soli a soffrire.
Ciò che propriamente fa rivoltare contro la sofferenza non è la sofferenza in sé, bensì l'assurdità del soffrire.
La sofferenza dei monaci e della monache, dei solitari d'ambo i sessi, non è una sofferenza della sessualità ma di maternità e di paternità, cioè di finalità.