Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?- Anatole France
Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?
Pensate quel che una donna deve immolare quando ama. Libertà, tranquillità, attraenti moti di un'anima libera, civetteria, spassi, piaceri: vi perde tutto.
Nella vita si deve tener conto del caso. Il caso, in fin dei conti, è Dio.
La legge, nella sua maestosa equità, proibisce ai ricchi così come ai poveri di dormire sotto i ponti, mendicare per le strade e rubare il pane.
Il pudore comunica alle donne un'invincibile attrattiva.
Confesso che nella parola beneficenza non trovo più la sua primitiva bellezza; è stata sciupata dai farisei che l'hanno troppo usata.
Piuttosto soffrire che morire, è il motto degli uomini.
L'uomo soffre forse di più o, se vogliamo, ha minore resistenza, mentre invece la donna soffre sempre senza colpa.
Il piacere è spesso un visitatore; ma la sofferenza si attacca crudelmente e lungamente a noi.
La capacità di provare dolore e piacere è una condizione non solo necessaria ma anche sufficiente perché si possa dire che un essere ha interessi come minimo assoluto, l'interesse a non soffrire.
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
L'uomo è nato per soffrire. Se non soffre, soffre.
Nella vita ci sarà sempre un bastardo che ti farà soffrire, ma sarà l'unica persona che riuscirai ad amare veramente.
Ormai sono abituato a soffrire, e forse ne ho la necessità.
Forse la gente deve soffrire davvero prima di arrischiarsi a fare ciò che ama.
Non lasciar discutere la propria coscienza, né disarmare la propria volontà, è così che si ottiene la sofferenza, è così che si ottiene il trionfo.