Il piacere è spesso un visitatore; ma la sofferenza si attacca crudelmente e lungamente a noi.- John Keats
Il piacere è spesso un visitatore; ma la sofferenza si attacca crudelmente e lungamente a noi.
Le note dell'amore fanno l'amore più grande.
La mia immaginazione è un monastero e io sono un monaco.
Se la poesia non nasce con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure.
Oh amami davvero! Oh mormora parole di fuoco!
Non sono certo di nulla tranne che della santità degli affetti del cuore, e della verità dell'immaginazione.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
La vera felicità nasce in primo luogo dal piacere del proprio io, e poi, dall'amicizia e dalla conversazione di pochi compagni scelti.
In tutte le cose, ai più grandi piaceri è prossima la noia.
Il piacere non può mai essere senza peccato.
Non è certo il piacere che rende la vita degna di essere vissuta.
Tutto il segreto del non-essere-desiderio dell'uomo, sta in questa espressione: rinuncia al godimento, che gli psicanalisti prendono in un senso che viene a negarla: per essi non si rinuncia al godimento che per godere meglio.
Niente può piacere con continuità, che non contenga in se stesso la ragione perché esso deve essere così, e non altrimenti.
Ahi, quanto brevi sono i piacer nostri, quanto vicin' al riso è sempre il pianto!
Non ci sarà mai cosa che possa piacere a tutti.
Il limite estremo della grandezza dei piaceri è la rimozione di tutto il dolore. Dove sia il piacere, e per tutto il tempo che vi sia, non vi è posto per dolore fisico, o dell'anima, o per l'uno e l'altro insieme.