Non sono mai stato tanto attaccato alla vita.- Giuseppe Ungaretti
Non sono mai stato tanto attaccato alla vita.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
M'illumino d'immenso.
Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte. Foglia appena nata Nell'aria spasimante involontaria rivolta dell'uomo presente alla sua fragilità Fratelli.
Non mi lasciare, resta, sofferenza!
Vita. Corruzione che s'adorna di illusioni.
Se si vuole vivere la vita contemplativa, bisogna anzitutto rientrare in se stessi, nel più profondo dell'essere, e dedicarsi al ringraziamento, alla lode e all'eterna venerazione.
L'osservanza letterale dei precetti è qualcosa di sterile se non cambia il cuore e non si traduce in atteggiamenti concreti: aprirsi all'incontro con Dio e alla sua Parola nella preghiera, ricercare la giustizia e la pace, soccorrere i poveri, i deboli, gli oppressi.
Sarà una frase fatta ma proprio non me l'aspettavo di vincere: all'inizio neanche volevo partecipare. Forse da lassù qualcuno ha deciso di farmi un gran dono e di cambiarmi la vita. Penso a San Francesco, il santo a cui sono devota, che era umbro proprio come me.
Diffidate degli scrittori che si attaccano ai grandi soggetti, alle biografie degli uomini riputati enormi. Sono come quelli che si lasciano crescere la barba per nascondere il mento troppo corto.
È uno sbaglio, se non un'eresia, voler bandire la vita devota dalla truppa dei soldati, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei prìncipi, dal ménage delle persone sposate.
Sono devoto a Capitan Uncino... finché continua a darmi da bere non lo tradisco e fino all'inferno lo seguirò.
La devozione perpetua a quelli che un uomo chiama i suoi affari può essere sostenuta solo da una perpetua negazione di ogni altra cosa.
Incurabilmente religioso, questo è il modo migliore di descrivere la condizione mentale di così tanta gente.
Il primo effetto dell'amore è ispirare un grande rispetto; si sente venerazione per chi si ama.