I così detti istituti pii, quanto meglio sopprimergli e incamerargli!- Pietro Ellero
I così detti istituti pii, quanto meglio sopprimergli e incamerargli!
A chi dice, esservi, oltre la percezione esterna, un sentimento interiore ineffabile, anatema.
E la probità sta esclusivamente nel pagare i debiti.
Nella regolarità abituale della condotta e quindi nella costante moderazione degli appetiti e delle voglie avendosi la miglior guarentigia di una vita lunga, sana e lieta, sovviene a tal uopo il precetto della temperanza, intesa ancor questa in latissimo senso.
Del resto non importa tanto essere onesti, quanto onorati.
Felice e stimabile unicamente il ricco, e viceversa la povertà un delitto.
Va sempre dato il massimo rispetto a chi si è conquistato un ruolo nella vita, con sacrificio e devozione.
Se orgoglio ho io è quello di aver sempre servito fedelmente e con devozione illimitata voi, Duce.
In Italia non c'è niente di sacro, tranne l'osso dove si prendono i calci.
La nostra risposta alla violenza sarà fare musica più intensivamente, in modo più bello, più devoto che mai.
Non sapevo come adorare fino a quando non ho saputo come amare.
La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta; bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.
Dio è un pastore sconosciuto, che si aspetta dai suoi agnelli che gli siano devoti.
Il cammino di Gesù sempre ci porta alla felicità, non dimenticatelo! Ci sarà in mezzo sempre una croce, delle prove ma alla fine sempre ci porta alla felicità. Gesù non ci inganna, ci ha promesso la felicità e ce la darà se andiamo sulle sue strade.
Se si vuole vivere la vita contemplativa, bisogna anzitutto rientrare in se stessi, nel più profondo dell'essere, e dedicarsi al ringraziamento, alla lode e all'eterna venerazione.
Mettersi alla sequela di Gesù significa prendere la propria croce - tutti l'abbiamo... - per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo, della gloria passeggera, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall'egoismo e dal peccato.