Un uomo che soffre prima del necessario soffre più del necessario.- Lucio Anneo Seneca
Un uomo che soffre prima del necessario soffre più del necessario.
La condizione dell'uomo poggia su buone basi: nessuno è infelice se non per sua colpa. Ti piace vivere? Vivi; se no, puoi tornare da dove sei venuto.
Povero non è chi ha poco, ma chi vuole di più.
Se il corpo non assolve più le sue funzioni, non è meglio liberare l'anima dalle sue sofferenze? E forse bisogna agire un po' prima del dovuto perché, arrivato il momento, non ci si trovi nell'impossibilità di farlo; il pericolo di vivere male è maggiore del pericolo di morire presto.
Anche in uno stato oppresso c'è la possibilità per un uomo saggio di manifestarsi, e in uno fiorente e felice regnano la sfrontatezza l'invidia e mille altri vizi che rendono inerti.
Quando insegnano, gli uomini imparano.
Tanti sono morti disperati. E questi hanno sofferto più di Cristo. Ma la grande, la tremenda verità è questa: soffrire non serve a niente.
Sembra di esser meno disgraziati, quando non si è soli a soffrire.
Che cos'è il genio se non l'arte di rendere gradevole la sofferenza?
La capacità di provare dolore e piacere è una condizione non solo necessaria ma anche sufficiente perché si possa dire che un essere ha interessi come minimo assoluto, l'interesse a non soffrire.
La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza; tristezza, lamenti, dolore fisico e mentale, angoscia, sono sofferenza; la separazione da ciò che piace è sofferenza, non poter avere ciò che si desidera è sofferenza.
L'unico antidoto alla sofferenza mentale, è il dolore fisico.
La sofferenza, se affrontata senza timore, costituisce il passaporto verso la libertà.
Piuttosto soffrire che morire, è il motto degli uomini.
L'uomo soffre forse di più o, se vogliamo, ha minore resistenza, mentre invece la donna soffre sempre senza colpa.
Il soffrire è umano non è elegante.