Vuoto è l'argomento del filosofo che non dà sollievo all'umana sofferenza.- Epicuro
Vuoto è l'argomento del filosofo che non dà sollievo all'umana sofferenza.
Non la natura che è unica per tutti, distingue i nobili dagli ignobili, ma le azioni di ciascuno e la sua forma di vita.
Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente.
Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.
Se si elimina il vedersi, il parlarsi e lo stare insieme, si dissolve la passione amorosa.
Non sono da temere gli dèi; non è cosa di cui si debba stare in sospetto la morte; il bene è facile a procurarsi; facile a tollerarsi il male.
Il niente è da preferirsi al soffrire? Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente.
Posso simpatizzare con qualsiasi cosa, tranne che con la sofferenza.
Guariamo dalla sofferenza solo provandola appieno.
L'unico antidoto alla sofferenza mentale, è il dolore fisico.
Più della psicologia stessa, la sofferenza la sa lunga in materia di psicologia.
Un'unica cosa insegno: la sofferenza e la distruzione della sofferenza.
Il piacere è spesso un visitatore; ma la sofferenza si attacca crudelmente e lungamente a noi.
Noi ci consoliamo delle sofferenze della vita pensando alla morte, e della morte pensando alle sofferenze della vita.
Sembra di esser meno disgraziati, quando non si è soli a soffrire.
Ciò che propriamente fa rivoltare contro la sofferenza non è la sofferenza in sé, bensì l'assurdità del soffrire.